IO NON PAGHERò L’ABBONAMENTO RAI FINO A QUANDO I POLITICI NON SE NE ANDRANNO,IL BAVAGLIO SE LO METTANO LORO, VECCHI E CENSORIV

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/28/elezioni-amministrative-par-condicio-stop-ai-talk-show-della-rai/100618/

 

Elezioni amministrative, par condicio 
stop ai talk show della Rai

Un emendamento in commissione di Vigilanza sulla Rai presentato da Pdl e Lega vuole equiparare i programmi di informazione alle tribune politiche. Esattamente come successe un anno fa quando il radicale Beltrandi fermò Annozero e co. per un mesE

 

DAI CHE VANNO AVANTI BENE,FRA UN PO CI FARANNO CANTARE FACCETTA NERA, MANCA L’ABISSINIA, E PURE GHEDDAFI GLI AHNNO TOLTO,UN MONDO GESTITO DA DUE VECCHI PARTITI DI TESTA, SECONDO ME UNO A SUON DI BICCHIERI E L’ALTRO A SUON DI COCA LEGGERA, SI VEDE DAI DENTI CHE POI TANTO LEGGERA NON è, DUE VECCHI .DUE TROGLODITI CHE TENGONO IN MANO UN PAESE, CHE HANNO I GIOVANI RIMBAMBITI DALLE TV DEL SILVIO BERLUSCONI E POI CI METTIAMO LA RAI,PAGATA DA NOI, MA DOVE SILVIO PIAZZA TUTTA LA SUA SPAZZATURA, DAL MINZOLIN DETTO SCODINZOLIN A FERRARA, CHE OLTRETUTTO MESSO IN UNA FASCIA ORARIA DOVE NON SI PUò NON FARE AUDITEL, PURE CI RIESCE A FARE SCAPPARE MILIONI DI TELESPETTATORI A SCAPITO DEL SERVIZIO PUBBLICO CHE TANTO PAGA L’ABBONATO, L’ABBONATO SONO PURE IO CHE NON PAGHERò IL CANONE FINO A QUANDO I POLITICI NON SE NE ANDRANNO CON I VARI SCODINZOLIN, FERRARA, MASI ECC,LA TV RAI SE SERVE A SILVIO LA PAGHI SILVIO, SE SERVE ALLA LEGA SE LA PAGHI,IO BASTA CHE MANTENERE AVVINAZZATI E COCA LEGGERA NE HO PIENE LE PALLE, E BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

 

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SILVIO BERLUSCONI,BAGNO DI FOLLA, MA QUALE FOLLA ,AVETE VISTO IL POSTO,SEMPRE LA SOLITA STORIA, AFFAMATO DI PUBBLICITà

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Mediatrade, Berlusconi in aula
“Tutto bene, tornerò il 4 aprile”

Ripreso oggi a Milano il processo che vede il premier imputato per frode fiscale e appropriazione indebita. Stringe la mano ai pm e saluta i suoi dal predellino dell’auto. Ma prima, a Canale 5, attacca: “Volontà persecutoria” della procura “che non si ferma davanti a evidenza del ridicolo”. E contro la sinistra: “Tentano di eliminarmi, accuse infondate e ridicole”

DAL PREDELLINO,MI PARE CHE QUESTA VOLTA GLI PORTERà MALE, INTANTO PER QUANTO POSSANO ESSERE TANTI,NON PIù DI TANTO,POI 20 EURO A COMPARSA PIù UN PANINO, CHE TANTO I SOLDI NON GLI MANCANO,POI LA STORIA DELLA SINISTRA, MA CHI CI CREDE,IL FATTO CHE è ROBA DI 15 ANNI FA, Bè è RIUSCITO A RIMANDARE PER 15 ANNI PERCHè COME TUTTI I DELINQUENTI POLITICI S’è RIFUGIATO IN PARLAMENTO PER NON PAGARE COME TUTTI I CITTADINI IL SUO DEBITO CON LA GIUSTIZIA, S’è LEGIFERATO PER SE, è STATO PRESCRITTO,HA DECADUTO I TERMINI,INSOMMA UN PARACULO, IO MI VERGOGNO CHE LUI MI RAPPRESENTI, ALTRO CHE COMUNISTI,OGGI IL PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA è IL PDL, RIFUGIO DEI DELINQUENTI,PARE UN GOVERNO DI ASSOCIATI A DELINQUERE, MA CHE VADA VIA DALL’ITALIA PERCHè DETTA SEMPLICEMENTE MI FA SCHIFO

 

 

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SE FOSSIMO CITTADINI E NON COGLIONI. COME CI CHIAMO’GIUSTAMENTE SILVIO BERLUSCONI NON PAGHREMMO PIù IL CANONE RAI,FINO A QUANDO LA POLITICA NON SI TOGLIE DAI COGLIONI

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MA CHI è,CHI LO PAGA,FERRARA CHI è CHI LO PAGA,MINZOLIN CHI è CHI LO PAGA,masi,INSIEME I TRE NON RENDONO QUANTO SANTORO CHE SI PAGA DA SE E MANTIENE PURE LORO, CHE VUOL DIRE DISPREZZO PER I NOSTRI SOLDI,IO SONO PENSIONATA,DARE 110 EURO PER STIPENDI DI MASI,MANZOTIN E MUTANDE CICCIAPAZZAberlusconi-el-pais-sardegna.jpg

NE FAREI A MENO,CHE NON SONO GRANDI GIORNALISTI,SONO AGLI ORDINI DI SILVIO BERLUSCONI E LI PAGO IO CHE HO LA MINIMA DI PENSIONE, SE C’è UNO CHE SEMINA ODIO è BERLUSCONI E TUTTO IL SUO STAF DI PREZZOLATI,Che PENSANO CHE IO E QUELLI COME ME , SIAMO MLIONI DI PERSONE LI POSSANO AMARE,CON LO SPERPERO DI DENARO,IL MIO ,DEL CITTADINO,DEL VOLERE COMANDARE LA MIA MENTE CON GLI SPOT PUBBLICITARI,POI LA DICO CHIARA, NON FATE PIù SPOT CON BERLUSCONI CHE FA PIETà,CON I DENTI STORTI PER LA VECCHIAIA, CON LA FACCIA PLASTIFICATA DI FINTO GIOVANE CHE  ALLA GENTE GLI VIENE VOGLIA DI VENIRE IN ITALIA? PER VEDERE UN NANEROTTOLO CON TACCHI,VECCHIO, CHE PAGA 7000 EURO A MIGNOTTA, CIOè CHE SONO DEFICIENTI,LO SPOT L’HA FATTO ABBASTANZA, CHE GLI ITALIANI ALL’ESTERo SI VERGOGNANO DI LUI,DI MASI DI MUTAndecicciapazza e di manzotin, basta , pare la corte di caliigola,basta che la rai può farcela senza canone,basterebbe togliere i politici e certe professionalità zecche disumane che vendono tutto anche l’anima, perchè mai l’hanno avuta

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asi furioso: il Cda lo lascia solo contro Santoro

Nervi tesi al Cda della televisione di Stato con il presidente Garimberti che ha dovuto sospendere la seduta per calmare il direttore generale che non ritirerà il ricorso che chiede la sospensione del reintegro del giornalista

“Difendo la libertà editoriale dell’azienda”, ha urlato Mauro Masi, fumante in viso e con la cravatta più stretta del solito. Il direttore generale della Rai, in un consiglio di amministrazione teso come sempre, ieri ha provato a scaricare le proprie responsabilità nell’ennesimo “scontro” conAnnozero e Michele Santoro.

E questa volta, lo scontro, è tutto giudiziario. Il motivo della tensione, infatti, è il ricorso che il direttore generale Rai – come anticipato dal Fatto Quotidiano – ha presentato in Corte di appello. Il ricorso mira a sospendere la sentenza che confermò, nel 2009, il reintegro di Michele Santoro. In attesa dell’ultimo e definitivo parere della Cassazione, se la Corte d’appello dovesse sospendere la sentenza, che consente a Santoro di dirigere Annozero, si creerebbero le condizioni per la sospensione del programma.

Di questo s’è discusso ieri nel consiglio d’amministrazione, e dopo l’urlo di Masi, mentre i consiglieri di maggioranza si guardavano disorientati, il presidente Paolo Garimberti ha deciso di sospendere la seduta per cinque minuti. Nel Cda Rai, nessuno sapeva che tra Masi e il presidente Garimberti, c’era stato un duro scambio di lettere. Garimberti contesta a Masi di aver tenuto all’oscuro il consiglio su quest’importante iniziativa legale contro Santoro.

In particolare, Garimberti contesta a Masi d’aver citato nel ricorso l’esposto firmato dal ministroPaolo Romani e indirizzato all’Agcom. Un esposto peraltro ignorato dalla stessa Autorità di garanzia che, infatti, ancora non ha aperto un’istruttoria. La tattica ricorda il “metodo Trani”, scoperto dall’inchiesta che svelò i rapporti stretti tra l’allora commissario Agcom, Giancarlo Innocenzi (poi dimessosi) e Silvio Berlusconi, con un ruolo attivo di Masi. I consiglieri d’opposizioneGiorgio Van StratenNino Rizzo Nervo hanno sollevato il problema in Cda ed è stato proprio questo a scatenare la reazione di Masi. Oltre lo scontro Garimberti-Masi, però, l’opposizione non ha armi per costringere il dg a ritirare il ricorso, anche se lo Statuto aziendale prevede che la collocazione dei dipendenti sia materia esclusiva del Cda. E quindi il prossimo 4 aprile la Corte di appello si riunisce per discutere la singolare richiesta di Masi: annullare la sentenza che permette a Santoro di lavorare e garantisce la messa in onda di Annozero. Qualora Masi dovesse vincere, per il programma di Rai2 la fine sarebbe vicina.

Ieri i consiglieri hanno toccato un altro argomento sensibile per Masi: l’inchiesta della Procura di Roma sulle spese con la carta di credito Rai di Augusto Minzolini (almeno 68 mila euro in 14 mesi non motivati). Per il momento il fascicolo aperto, secondo il cosiddetto “modello 45”, è contro ignoti e quindi Minzolini non è indagato. Ma la Procura – che aspetta l’informativa della Guardia di Finanza – nel caso venisse individuato un illecito, potrebbe ipotizzare i reati di truffa, peculato e una violazione delle norme tributarie. Masi ripete di aver fatto il possibile sul caso Minzolini e, per la prima volta, ammette che il direttore del Tg1 potrebbe restituire la somma. Non l’ha mollato, anzi l’ha protetto criticando la confusione che crea la “governance aziendale”.

di Antonio Massari e Carlo Tecce

Dal Fatto Quotidiano del 25 marzo 2011

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SILVIO BERLUSCONI CONDANNATO?SEGNALE CHE LA GIUSTIZIA è EGUALE PER TUTTI

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Riprende il processo a Berlusconi
in aula dimostrazione pro-premier

Un centinaio di persone, alcune dentro il tribunale di Milano, hanno manifestato sostegno al presidente del Consiglio, imputato davanti ai giudici della decima sezione penale per corruzione in atti giudiziari

già le vedo,in specie le donne, dalla nonna trasgressiva, che mi pare sia in questa foto, insomma lo studio mediaset mobilitato a fare il films,insomma chi non andrebbe,tempi duri e bui,un pò di soldi male non fanno al popolo del ghe pensi mi, e della borsa piena mia, che degli altri possono schioppare, ma che dire poi,la beneficenza del silvio berlusconi famosissima, lui che per una notta da 7000 euro che io non prendo in un anno,vale la pena,ma chi li istruisce,il popolo del cartello, barbara d’urso,ferrara, insomma mettiamocelo nella capa, che paghiamo noi,noi noi, come ,ma mediaset lavora per la concorrenza, insomma trovami un paese che un craxi regale tre tv al nano e poi il dopo craxi gli da il lavoro,la rai che da lavoro a mediaset, a ferrara, a minzolin,a masi tanto paga il pensionato fesso e martoriato come me,

 

SPERO SOLO IN UNA COSA CHE SILVIO BERLUSCONI SIA CONDANNATO IN QUESTI 4 PROCESSI,PRIMA PERCHè CREDO SIA COLPEVOLE E DEVE PAGARE, SECONDO PERCHè IO POVERACCIA MI TOCCA MANTENERE TUTTA QUESTA MARMAGLIA DI MIGNOTTOCRAZIA A TUTTI I LIVELLI, TERZO PERCHè SE VIENE CONDANNATO SI POTRà CREDERE NELLA GIUSTIZIA EGUALE PER TUTTI, ANCHE PER NOI

 

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rai news,silvio silvio berlusconi è sempre in onda, ma che crede che la tv rai sia sua,io non pagherò il canone,non paghiamo il canone,la rai si faccia mantenere da silvio berlusconi

rainews,silvio silvio berlusconi è sempre in onda, ma che crede che la tv rai sia sua,io non pagherò il canone,non paghiamo il canone,la rai si faccia mantenere da silvio berlusconi,basta sempre lì ,ogni ora te lo vedi con una faccia da ca…con il farfugliamento di un vecchio.uno che farfuglia così o va a coca, o ha avuto una paresi,cioè problemi di salute gravi ,questo è un uomuncolo che i fascisti usano per avere potere e mettere noi alla fame, che tanto lo siamo già,bastaaaaaaaaaaaaaa

 

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basta,silvio berlusconi ed umberto bossi sono come il gatto e lavolpe e noi italiani,quelli che li votano e sono poveracci come sono pinocchio,sveglia che vi stanno menando per il naso

basta,silvio berlusconi ed umberto bossi sono come il gatto e lavolpe e noi italiani,quelli che li votano e sono poveracci come sono pinocchio,sveglia che vi stanno menando per il naso,ci stanno dissanguando,sono zecche,sanguisughe,solo i dittatori mettono i figli ad ereditare il potere,l’hanno capito in egitto,in tunisia, basta non dite che gli africani sono ignoranti,gli italiani lo sono e pure caproni,non li vedete come camminano, sono solo delle sanguisughe

 

secondo me oramai siamo alla frutta, cioè quest’uomo è nella merda e noi italiani siamo dei vigliacchi,come si fa a sopportare un vecchio bavoso depravato ci governi,basta, senza mezzitermini,siamo in mano a silvio berlusconi con sospetti di mafia, ha comperato giudici,ha corrotto mils, ne ha fatte di tutti i colori,s’accompagna ad un razzista che mai ha lavorato, bossi,che adesso ci mena pure il figlio in regione, alla faccia del merito a 22 anni che manco sa parlare, già a succhiarci 10 000 euro al mese insieme alla minetti, questo viuol dire avere i nostri detini in mano a depravati,io li vedo così,chi li chiama forti, di che?Uno di mafia e l’altro di avvinazzamenti?Una coppia come il gatto e la volpe,uno ciecoi e l’altro zoppo, ma che vadsa alla baggina che vadano in libia, che vadano a cagher,non li possiamo più reggere,peggio di mussolini,peggio del fascismo, altro che popolo, sono un’associazione a delinquere, basta,basta basta

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/10/chi-li-ha-mandati/96428/

 

Ruby, tentata corruzione in Marocco 
“Soldi per cambiare la data di nascita”

Una funzionaria dell’anagrafe dice: “Due italiani mi offrirono denaro per renderla maggiorenne”
Gli avvocati di B: “Falsificazione? Sarebbe inutile”. L’Idv annuncia un’interrogazione parlamentare

 

 

Fki Ben Salah è un paese di 90mila abitanti a tre ore d’auto da Casablanca. Qui il Fatto ha incontrato una impiegata del Comune. Che, dietro la garanzia dell’anonimato, ha ricostruito quanto le è accaduto poco più di un mese fa: “Quella mattina ero nel mio ufficio, quando sono stata avvicinata da un mio connazionale che mi ha chiesto di uscire in strada. Con lui c’erano due persone che parlavano italiano. Mi hanno offerto una somma importante per sostituire il certificato di nascita di Karima El Marough. La proposta mi allettava, ma ho rifiutato perché non volevo passare dei guai”. Chi erano i due italiani? Chi li ha mandati? La donna non lo sa. Ma un fatto è certo: il 3 marzo sul Giornale di Paolo Berlusconi e altri quotidiani, compaiono una serie di dichiarazioni del Cavaliere pronunciate davanti ad alcuni deputati del Pdl. Il premier è euforico e dice: “Ho la prova che Ruby è stata registrata all’anagrafe due anni dopo la nascita, la presenteremo al processo”. Sulla storia del presunto tentativo di corruzione il Fatto ha cominciato a lavorare il 14 febbraio non appena dal Marocco ha avuto le prime notizie sulla strana visita dei due emissari di Galeazzi, Malagutti, Paradiso

 

 

mentre silvio berlusconi fa compravendita di voti, per la sua salvezza e quella delle sue aziende

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mentre silvio berlusconi fa compravendita di voti, per la sua salvezza e quella delle sue aziende , noi stiamo nella merda con i prezzi sono alle stelle pure da noi, e parlo di quelli di prima necessità, che il parlamento con gli stipendi che si ciucciano mica possono capire una famiglia con 1500 al mese oggi è pezzente, 10 anni fa era una normalità nel senso che si campava, ma loro sono lì a fare i teoremi, destra e sinistra, che la sinistra abbandoni il parlamento non si può andare avanti così

 

 

 http://imbrogli.myblog.it/album/piancogno/

 

 

silvio berlusconi sospettato di stragi e non di peccati come ferrara racconta, vergogna

 

silvio berlusconi sospettato di strage non può governare, prima dimostri la sua innocenza

riporto dal fatto, metto il link perchè l’articolo è un buon articolo e va messa la fonte, ma quello che interessa a me come cittadina è se dagli anni novanta si sa che forse, o meno che parecchi hanno detto che silvio berlusconi è implicato ecc, poi sarà vero,non sarà, ma nel frattempo in un paese civile uno così non può fare politica se non ha dimostrato la sua estraneetà senza alcun dubbio, invece abbiamo uno che è in politica ed usa la politica come scudo, solo da questo mi puzza e credo si che sia lui uno dei responsabili, ed io sospetto pure che anche oggi lui sia nella mafia, come cittadina non solo mi vergogna di un uomo così mi rappresenti ma ne ho paura, uno che si legefira da se con un partito nazista come la lega ed è al potere con una minoranza elettorale chiamandola maggioranza, io che ho lottato una vita per lasciare ai posteri un paese democratioc e moderno non posso che dire
vergogna vergogna vergogna



Mafia, il pentito Romeo accusa B: “Le stragi del ’93 richieste da ‘un politico di Milano'” Confermato un verbale del 1995 dove il collaboratopre di giustizia diceva: “Gli attentati servivano per alleggerire il regime di 41bis e per un politico di Milano”. Svelatio anche i compensi per chi metteva le bombe:”Dieci milioni a testa” Il pentito di mafia Pietro Romeo, che questa mattina è stato ascoltato in aula bunker a Firenze come testimone per il processo sulle stragi del ’93 a Roma, Firenze e Milano, è tornato a parlare di Silvio Berlusconi. Unico imputato il boss Francesco Tagliavia. Durante l’interrogatorio di Romeo, l’avvocato di parte civile Enrica Valle ha letto un verbale reso da lui stesso il 14 dicembre del 1995 in cui il pentito “precisa che Giuliano gli aveva detto che le stragi venivano fatte per il 41 bis e che c’era un politico di Milano che aveva detto a Giuseppe Graviano di continuare a mettere le bombe”. Romeo aveva allora riferito che Graviano aveva detto a Francesco Giuliano (un boss mafioso, ndr) che “si dovevano fare attentati con le bombe perché lo aveva detto un politico di farle. Il politico diceva di fare questi attentati a cose di valore storico artistico”. Romeo precisava anche che, da quanto aveva capito, “era Giuseppe Graviano che andava a trovare il politico con il quale aveva i contatti”. All’avvocato che gli chiedeva se confermasse queste dichiarazioni, Romeo si è limitato a dire “le confermo”.

Il pentito Romeo ha rivelato anche i compensi stabiliti dai boss Francesco Tagliavia e Giuseppe Graviano per gli esecutori materiali delle stragi. Romeo lo avrebbe appreso a sua volta da altri mafiosi, tra cui Francesco Giuliano: “Giuseppe Graviano voleva dare dieci milioni (di lire, ndr) a testa, Francesco Tagliavia, invece cinque. Ma Graviano dice che alla fine furono dati dieci milioni prelevati da una cassa comune tra le famiglie”.

Nella sua deposizione davanti alle parti Romeo si è anche lamentato dell’avarizia del boss Tagliavia: “Di tutte le rapine che abbiamo fatto, i soldi se li metteva in tasca Francesco Tagliavia, ci dava una miseria. Facevamo rapine ai tir, ma i proventi se li mangiavano loro”. “Non potevamo fare le rapine senza autorizzazione di Tagliavia – ha speiagto – e siccome i soldi li prendevano Tagliavia, Salvatore Giuliano, Damiano Rizzuto, che io ho anche ucciso perchè lui voleva uccidermi, dovevamo rapinare continuamente. Dovevamo fare rapine senza armi e usando le macchine nostre”. “Giuseppe Graviano – ha aggiunto Romeo evidenziando una diversità di vedute tra i boss del mandamento – non doveva sapere niente perché per lui le rapine erano delle minchiate”. All’avvocato di Tagliavia, Luca Cianferoni, che ha chiesto a Romeo se provasse “raconcore” contro il suo assistito, il pentito ha risposto: “Ora no, non ho più risentimenti verso Tagliavia, da giovane sì”.

A essere sentito come testimone sul processo per le stragi del ’93 anche un cappellano del carcere di Ascoli Piceno, lo stesso dove era detenuto il pentito Gaspare Spatuzza. Don Pietro Capoccia racconta di Spatuzza come di “una persona vera che aveva bisogno di ritrovarsi. Una persona in crisi mistica”. Il religioso ha orientato Spatuzza verso la Scuola superiore di Scienze religiose di Ascoli Piceno. “Gli ho procurato dei libri. Ha sostenuto tutti gli esami del primo anno, con la media dell’otto, poi, è stato trasferito”. Alla domanda del pm se ricordasse in quale circostanza Spatuzza diede segnali di pentimento, il prete ha ricordato quando una volta Spatuzza si rivolse a lui dicendo: “Padre Pietro mi sento responsabile della morte di questo ‘santo'”. Il santocui si riferiva era don Puglisi, il prete di Brancaccio ucciso dalla mafia nel settembre del ’93. Il religioso ha sottolineato di non aver mai parlato di problemi giudiziari con Spatuzza sottolineando come, in carcere, i detenuti, soprattutto quelli del 41 bis, abbiano nel cappellano il loro unico punto di riferimento amicale.

Intanto è di questa mattina la decisione della Procura generale presso la Corte di Cassazione di tenere a Palermo l’indagine a carico dell’ex ufficiale del Ros Giuseppe De Donno coinvolto nelle vicende relative alla trattativa tra Stato e mafia che vede indagati, tra gli altri, anche l’ex comandante del raggruppamento speciale dell’arma Mario Mori e i capimafia Riina, Provenzano e Cinà. I giudici hanno respinto la richiesta di spostare la competenza dell’indagine dal capoluogo siciliano a Roma. L’istanza già respinta dalla Procura di Palermo era stata appellata dall’indagato in Cassazione. De Donno è accusato di attentato a corpi politici dello Stato. Secondo i pm l’ex ufficiale, protagonista insieme a Mori dei contatti con l’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino, avrebbe condotto, per conto delle istituzioni la trattativa con le cosche finalizzata a far cessare le stragi.

La Procura generale della Cassazione, contrariamente a quanto ritenuto da De Donno, che sosteneva che le condotte a lui contestate si erano svolte a Roma, e che quindi Palermo sarebbe stata incompetente a indagare, ha stabilito che dagli atti di indagine trasmessi dalla Dda si evincono una serie di condotte poste in essere dagli indagati non riducibili solo al colloquio, citato nel ricorso da De Donno, tra l’ex ufficiale e l’allora direttore degli Affari penali del ministero della Giustizia Liliana Ferraro. Durante l’incontro, avvenuto nella Capitale, De Donno disse a Ferraro di avere preso contatto con Ciancimino.

Inoltre, secondo la Procura generale della Cassazione l’ipotesi di reato di associazione mafiosa contestata ad alcuni indagati dello stesso procedimento “incardina” la competenza ad indagare nella Dda di Palermo anche in presenza di fattispecie criminose diverse dall’associazione mafiosa, comportando una deroga ai criteri di competenza territoriale fissati dal codice di procedura penale.