«Le ragazze si dimenavano, ballavano, cantavano “meno male che Silvio c’è”, si facevano baciare i seni dal presidente

Parte il gioco della statuetta di Priapo, del quale qui si edulcora la descrizione al pari del prosieguo: «Le ragazze si dimenavano, ballavano, cantavano “meno male che Silvio c’è”, si facevano baciare i seni dal presidente, lo toccavano nelle parti intime, e poi facevano lo stesso con Fede. Eravamo scioccate, in una situazione più grande di noi. A un certo punto Berlusconi, visibilmente contento, disse “allora siete pronte per il bunga bunga?”, e tutte le ragazze in coro hanno urlato “Siiii!”». Mentre il gruppo si sposta e sale su una scala, «Berlusconi dietro di noi ci poggiò le mani sui glutei», non un aiuto (dice Ambra) ma «un palpeggiamento sul sedere, e reiterato». Arrivate nel centro benessere sempre più perplesse («Ma che dobbiamo fare, disse la mia amica, dobbiamo darla?»), Chiara vede «le ragazze ballare in maniera piuttosto volgare» con «vestiti da infermiera molto corti, da crocerossina», «i seni molto scoperti», «anche un frustino», e «avvicinandosi a Berlusconi lo toccavano e si facevano toccare nelle parti intime», una «ballava mentre Berlusconi la baciava sul seno».
http://www.corriere.it/cronache/11_aprile_13/feste_arcore_d9a89298-658d-11e0-860c-f8f35d8ce484.shtml

 

mentre silvio berlusconi fa compravendita di voti, per la sua salvezza e quella delle sue aziende

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mentre silvio berlusconi fa compravendita di voti, per la sua salvezza e quella delle sue aziende , noi stiamo nella merda con i prezzi sono alle stelle pure da noi, e parlo di quelli di prima necessità, che il parlamento con gli stipendi che si ciucciano mica possono capire una famiglia con 1500 al mese oggi è pezzente, 10 anni fa era una normalità nel senso che si campava, ma loro sono lì a fare i teoremi, destra e sinistra, che la sinistra abbandoni il parlamento non si può andare avanti così

 

 

 http://imbrogli.myblog.it/album/piancogno/

 

 

silvio berlusconi sospettato di stragi e non di peccati come ferrara racconta, vergogna

 

silvio berlusconi sospettato di strage non può governare, prima dimostri la sua innocenza

riporto dal fatto, metto il link perchè l’articolo è un buon articolo e va messa la fonte, ma quello che interessa a me come cittadina è se dagli anni novanta si sa che forse, o meno che parecchi hanno detto che silvio berlusconi è implicato ecc, poi sarà vero,non sarà, ma nel frattempo in un paese civile uno così non può fare politica se non ha dimostrato la sua estraneetà senza alcun dubbio, invece abbiamo uno che è in politica ed usa la politica come scudo, solo da questo mi puzza e credo si che sia lui uno dei responsabili, ed io sospetto pure che anche oggi lui sia nella mafia, come cittadina non solo mi vergogna di un uomo così mi rappresenti ma ne ho paura, uno che si legefira da se con un partito nazista come la lega ed è al potere con una minoranza elettorale chiamandola maggioranza, io che ho lottato una vita per lasciare ai posteri un paese democratioc e moderno non posso che dire
vergogna vergogna vergogna



Mafia, il pentito Romeo accusa B: “Le stragi del ’93 richieste da ‘un politico di Milano'” Confermato un verbale del 1995 dove il collaboratopre di giustizia diceva: “Gli attentati servivano per alleggerire il regime di 41bis e per un politico di Milano”. Svelatio anche i compensi per chi metteva le bombe:”Dieci milioni a testa” Il pentito di mafia Pietro Romeo, che questa mattina è stato ascoltato in aula bunker a Firenze come testimone per il processo sulle stragi del ’93 a Roma, Firenze e Milano, è tornato a parlare di Silvio Berlusconi. Unico imputato il boss Francesco Tagliavia. Durante l’interrogatorio di Romeo, l’avvocato di parte civile Enrica Valle ha letto un verbale reso da lui stesso il 14 dicembre del 1995 in cui il pentito “precisa che Giuliano gli aveva detto che le stragi venivano fatte per il 41 bis e che c’era un politico di Milano che aveva detto a Giuseppe Graviano di continuare a mettere le bombe”. Romeo aveva allora riferito che Graviano aveva detto a Francesco Giuliano (un boss mafioso, ndr) che “si dovevano fare attentati con le bombe perché lo aveva detto un politico di farle. Il politico diceva di fare questi attentati a cose di valore storico artistico”. Romeo precisava anche che, da quanto aveva capito, “era Giuseppe Graviano che andava a trovare il politico con il quale aveva i contatti”. All’avvocato che gli chiedeva se confermasse queste dichiarazioni, Romeo si è limitato a dire “le confermo”.

Il pentito Romeo ha rivelato anche i compensi stabiliti dai boss Francesco Tagliavia e Giuseppe Graviano per gli esecutori materiali delle stragi. Romeo lo avrebbe appreso a sua volta da altri mafiosi, tra cui Francesco Giuliano: “Giuseppe Graviano voleva dare dieci milioni (di lire, ndr) a testa, Francesco Tagliavia, invece cinque. Ma Graviano dice che alla fine furono dati dieci milioni prelevati da una cassa comune tra le famiglie”.

Nella sua deposizione davanti alle parti Romeo si è anche lamentato dell’avarizia del boss Tagliavia: “Di tutte le rapine che abbiamo fatto, i soldi se li metteva in tasca Francesco Tagliavia, ci dava una miseria. Facevamo rapine ai tir, ma i proventi se li mangiavano loro”. “Non potevamo fare le rapine senza autorizzazione di Tagliavia – ha speiagto – e siccome i soldi li prendevano Tagliavia, Salvatore Giuliano, Damiano Rizzuto, che io ho anche ucciso perchè lui voleva uccidermi, dovevamo rapinare continuamente. Dovevamo fare rapine senza armi e usando le macchine nostre”. “Giuseppe Graviano – ha aggiunto Romeo evidenziando una diversità di vedute tra i boss del mandamento – non doveva sapere niente perché per lui le rapine erano delle minchiate”. All’avvocato di Tagliavia, Luca Cianferoni, che ha chiesto a Romeo se provasse “raconcore” contro il suo assistito, il pentito ha risposto: “Ora no, non ho più risentimenti verso Tagliavia, da giovane sì”.

A essere sentito come testimone sul processo per le stragi del ’93 anche un cappellano del carcere di Ascoli Piceno, lo stesso dove era detenuto il pentito Gaspare Spatuzza. Don Pietro Capoccia racconta di Spatuzza come di “una persona vera che aveva bisogno di ritrovarsi. Una persona in crisi mistica”. Il religioso ha orientato Spatuzza verso la Scuola superiore di Scienze religiose di Ascoli Piceno. “Gli ho procurato dei libri. Ha sostenuto tutti gli esami del primo anno, con la media dell’otto, poi, è stato trasferito”. Alla domanda del pm se ricordasse in quale circostanza Spatuzza diede segnali di pentimento, il prete ha ricordato quando una volta Spatuzza si rivolse a lui dicendo: “Padre Pietro mi sento responsabile della morte di questo ‘santo'”. Il santocui si riferiva era don Puglisi, il prete di Brancaccio ucciso dalla mafia nel settembre del ’93. Il religioso ha sottolineato di non aver mai parlato di problemi giudiziari con Spatuzza sottolineando come, in carcere, i detenuti, soprattutto quelli del 41 bis, abbiano nel cappellano il loro unico punto di riferimento amicale.

Intanto è di questa mattina la decisione della Procura generale presso la Corte di Cassazione di tenere a Palermo l’indagine a carico dell’ex ufficiale del Ros Giuseppe De Donno coinvolto nelle vicende relative alla trattativa tra Stato e mafia che vede indagati, tra gli altri, anche l’ex comandante del raggruppamento speciale dell’arma Mario Mori e i capimafia Riina, Provenzano e Cinà. I giudici hanno respinto la richiesta di spostare la competenza dell’indagine dal capoluogo siciliano a Roma. L’istanza già respinta dalla Procura di Palermo era stata appellata dall’indagato in Cassazione. De Donno è accusato di attentato a corpi politici dello Stato. Secondo i pm l’ex ufficiale, protagonista insieme a Mori dei contatti con l’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino, avrebbe condotto, per conto delle istituzioni la trattativa con le cosche finalizzata a far cessare le stragi.

La Procura generale della Cassazione, contrariamente a quanto ritenuto da De Donno, che sosteneva che le condotte a lui contestate si erano svolte a Roma, e che quindi Palermo sarebbe stata incompetente a indagare, ha stabilito che dagli atti di indagine trasmessi dalla Dda si evincono una serie di condotte poste in essere dagli indagati non riducibili solo al colloquio, citato nel ricorso da De Donno, tra l’ex ufficiale e l’allora direttore degli Affari penali del ministero della Giustizia Liliana Ferraro. Durante l’incontro, avvenuto nella Capitale, De Donno disse a Ferraro di avere preso contatto con Ciancimino.

Inoltre, secondo la Procura generale della Cassazione l’ipotesi di reato di associazione mafiosa contestata ad alcuni indagati dello stesso procedimento “incardina” la competenza ad indagare nella Dda di Palermo anche in presenza di fattispecie criminose diverse dall’associazione mafiosa, comportando una deroga ai criteri di competenza territoriale fissati dal codice di procedura penale.

 

Silvio Berlusconi, in un servizio prodotto negli Stati Uniti e mai arrivato alla luce in Italia.

 

Ecco un video prodotti negli Stati Uniti e censurato in Italia

25 GENNAIO 2009 – AUTORE: ROCCO – SEZIONE: POLITICA8 COMMENTI

Anche questo post deriva dalla collaborazione con Rocco. I video sotto riportati riguardano il nostro vostro Premier Silvio Berlusconi, in un servizio prodotto negli Stati Uniti e mai arrivato alla luce in Italia.

Questo è un link a youtube dove si vede un servizio andato in onda su una tv americana in cui si fa la biografia di Berlusconi: chi è veramente.

E’ un video sconvolgente perchè parla apertamente di dittatura ed afferma la teoria che Berlusconi ha capito bene che “Ciò che non viene trasmesso in TV, non esiste“. In pratica quello che avevo già intuito io. Da notare che in Italia nessuna tv ha voluto trasmetterlo (guardacaso), sennò rischiavano di svegliare la gente dal torpore in cui la tengono ben sopita, mentre loro fanno sciacallaggio su tutto e tutti.

Questo il video n. 1 – link su youtube

Questo il video n. 2 – link su youtube

 

Studenti Napoli carica contestazione Silvio Berlusconi

 

Studenti Napoli carica contestazione Silvio Berlusconi

arrowNapoli (Campania)26 Novembre 2010 Click here to find out more!

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DESCRIZIONE VIDEO DELL’UTENTEarrowNapoli (Campania)26 Novembre 2010http://www.napoliurbanblog.com
Riprese e Montaggio: Carlo Maria Alfarano
Napoliurbanblog.com ha seguito l’arrivo del Premier Silvio Berlusconi durante l’incontro istituzionale alla Prefettura di Napoli riguardante l’emergenza rifiuti. 
Il premier è arrivato da Santa Lucia poichè l’accesso di Piazza Trieste e Trento era bloccato da un centinaio di studenti universitari, disoccupati del Progetto Bros e dai comitati antidiscarica. Alcuni studenti sono riusciti ad arrivare sotto l’ingresso principale della Prefettura contestando il premier con vari cori.
La Polizia ha effettuato una carica di alleggerimento e uno studente liceale minorenne è stato fermato e poi rilasciato dopo l’identificazione.

 

la fiction che la vedaranno in europa ma non in italia, che siamo in un regime

Il primo film documentario che riordina le vicende pubbliche e private del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. E così, giorno dopo giorno, il presidente del consiglio trasforma questo Paese e le sue istituzioni con un preciso progetto politico:rendere innocuo il Parlamento e piegare la democrazia alla volontà del capo. questa inchiesta esclusive si addentra nei segreti del sistema italiano.

 

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http://www.onthedocks.it/it/00023/41/page.html

Silvio Berlusconi e lo Stato di Vladimir Putin durante l’offensiva russa in Georgia del 2008.

http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/wikileaks-rivelazioni-italia-berlusconi-putin-656986/

Wikileaks ha detto che diffonderà bel 2,7 milioni di mail riservate che riguardano anche alcune comunicazioni tra Washington e Roma su fatti di rilevanza internazionale e strettamente top secret. Ma di quali fatti si parla? Come documenta il Corriere della Sera, gli oggetti delle missive andrebbero dai negoziati voluti dal governo di Romano Prodi per ottenere il rilascio di Daniele Mastrogiacomo, rapito nel 2007 dai talebani, ai contatti tra il governo di

 

 

Silvio Berlusconi e lo Stato di Vladimir Putin durante l’offensiva russa in Georgia del 2008. Poi ancora Finmeccanica, la principale azienda italiana nel settore della Difesa, proprio in questi giorni sotto la lente di ingrandimento della magistratura.

 

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E’ chiaro il perché la rivelazione di questi documenti top secret, attraverso i quali potremmo scoprire cosa pensano realmente gli Usa di noi, sta togliendo il sonno a moltissimi leaders mondiali. E non solo italiani. I documenti riguarderebbero, infatti, gli ultimi dieci anni, dunque le Amministrazioni di George W. Bush e Barack Obama. Missive private in cui i peli sulla lingua decadono seduta stante. Negli States i pronostici prevedono quindi tempeste con la Turchia, ci sarebbero accuse di suoi appoggi ad Al Qaeda in Iraq, mentre gli Usa avrebbero aiutato i guerriglieri curdi del Pkk.

Per quanto riguarda noi, gli Stati Uniti hanno fatto sapere al governo italiano che da Wikileaks potrebbe venir fuori qualcosa di “uncomfortable”, ovvero scomodo. Come riporta il Corriere della Sera le carte cruciali sull’Italia avrebbero date tra inizio 2006 e estate 2009. Ci sarebbero rapporti dell’ex ambasciatore statunitense a Roma Ronald Spogli, i documenti parlerebbero degli ultimi governi Prodi e Berlusconi.